martedì 2 luglio 2013

Ingeborg Bachmann

 



 Nota anche come Ruth Keller (Klagenfurt 1926Roma 1973), è stata una poetessa, scrittrice e giornalista austriaca. Ottenne il primo riconoscimento col premio conferitole dal "Gruppo 47" per le poesie riunite in Il tempo dilazionato (1953), nelle quali i motivi ideologici della sua formazione intellettuale (Heidegger, Wittgenstein) s'incontrarono con il tema della generazione venuta dopo gli orrori della guerra nella dimensione d'un linguaggio spesso tormentato e astruso, ma sempre autentico. Nella successiva raccolta,  Invocazione all'Orsa Maggiore (1956), i nodi espressivi tendono a sciogliersi in un dettato più lucido (vi compare spesso, al posto del metro libero, la strofa rimata), pur senza perdere di profondità. Di singolare interesse (a parte alcuni testi minori, fra i quali ricorderemo i radiodrammi Le cicale, 1955 e Il buon Dio di Manhattan, 1958, in forma di ballata) sono altresì i volumi di racconti Il trentesimo anno (1961) e Simultan (1972) e il romanzo Malina (1971): pagine narrative caratterizzate da una intensa vibrazione poetica, anche se quasi sempre lontane dai moduli della "prosa lirica".

                                                                                                                 Liberamente tratto da Treccani.it

Alienamento
Non riconosco più gli alberi come alberi.
I rami non hanno le foglie che li fanno opporre al vento.
I frutti son dolci, ma privi d’amore.
E non saziano neppure.
Ora che accadrà?
Il bosco fugge davanti ai miei occhi,
vicino al mio orecchio tacciono gli uccelli,
non c’è prato che mi faccia da letto.
Sono sazia di tempo
ma anelo più tempo.
Ora che accadrà?

Sui monti arderanno nottetempo i falò.
Dovrei schiudermi? Riavvicinarmi a tutto?

In nessuna via riesco più a trovare una via


Tutti i giorni

La guerra non viene più dichiarata,
ma proseguita. Le assurdità
sono diventate normali. L’eroe
non si lancia nella lotta. Il debole
combatte in prima linea.
L’uniforme di oggi è la pazienza,
e la medaglia appuntata sul cuore
è una misera stella di speranza.

La conferiscono
quando non succede più niente,
quando gli spari si spengono,
quando il nemico si è dileguato
e il cielo si ricopre
dell’ombra del riarmo permanente.

La conferiscono
per la diserzione dalle bandiere,
per il mostrarsi coraggiosi con l’amico,
per il tradimento di foschi segreti
e l’inosservanza
di tutti gli ordini.

 

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