domenica 13 settembre 2015

Mario Benedetti (l'uruguaiano)


Difesa dell’allegria

Difendere l’allegria come una trincea
difenderla dallo scandalo e dalla routine
dalla miseria e dai miserabili
dalle assenze transitorie
e da quelle definitive
difendere l’allegria come un principio
difenderla dallo sbalordimento e dagli incubi
dai neutrali e dai neutroni
dalle dolci infamie
e dalle gravi diagnosi
difendere l’allegria come una bandiera
difenderla dal fulmine e dalla malinconia
dagli ingenui e dalle canaglie
dalla retorica e dagli arresti cardiaci
dalle endemie e dalle accademie
difendere l’allegria come un destino
difenderla dal fuoco e dai pompieri
dai suicidi e dagli omicidi
dalle vacanze e dalla fatica
dall’obbligo di essere allegri
difendere l’allegria come una certezza
difenderla dall’ossido e dal sudiciume
dalla famosa patina del tempo
dalla rugiada e dall’opportunismo
dai prosseneti della risata
difendere l’allegria come un diritto
difenderla da Dio e dall’inverno
dalle maiuscole e dalla morte
dai cognomi e dalle pene
dal caso
e anche dall’allegria




MI SERVE E NON MI SERVE
La speranza così dolce
così pulita così triste
la promessa così  lieve
non mi serve
non mi serve così mite
la speranza
la rabbia così docile
così debole così umile
l’ira così prudente
non mi serve
non mi serve così saggia
tanta rabbia
il grido così giusto
se il tempo lo permette
l’urlo accurato
non mi serve
non mi serve così buono
un gran tuono
il coraggio così docile
la fierezza così inconsistente
la sfrontatezza così lenta
non mi serve
non mi serve così fredda
l’audacia
mi serve, sì, la vita
che è vita fino a morirne
il cuore allerta
sì, mi serve
mi serve quando avanza
la fiducia
mi serve il tuo sguardo
che è generoso e deciso
e il tuo silenzio schietto
sì mi serve
mi serve la misura
della tua vita
mi serve il tuo futuro
che è un presente libero
e la tua lotta di sempre
sì, mi serve
mi serve la tua battaglia
senza medaglia
mi serve la modestia
del tuo orgoglio possibile
e la tua mano sicura
sì, mi serve
mi serve il tuo sentiero
compañero.





NON TI SALVARE
Non restare immobile
sul bordo della strada
non congelare la gioia
non amare con noia
non ti salvare adesso
né mai
non ti salvare
non riempirti di calma
non appartare del mondo
solo un angolo tranquillo
non lasciar cadere le palpebre
pesanti come giudizi
non restare senza labbra
non t’addormentare senza sonno
non pensarti senza sangue
non ti giudicare senza tempo
però se
malgrado tutto
non puoi evitarlo
e congeli la gioia
e ami con noia
e ti salvi adesso
e ti riempi di calma
e apparti del mondo
solo un angolo tranquillo
e lasci cadere le palpebre
pesanti come giudizi
e ti asciughi senza labbra
e ti addormenti senza sonno
e ti pensi senza sangue
e ti giudichi senza tempo
e resti immobile
al bordo della strada
e ti salvi
allora
non restare con me.

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