venerdì 11 settembre 2015

David Herbert Richards Lawrence


L'ignobile corteo


Quando vedo l'ignobilel corteo
fluire da piccoli vani di porte
verso la City,  in rivoletti che divengono fiumana:
uomini in cappello duro, frettolosi,
"'e un viavai di donne con le sporte,
frettolose, frettolose, con le gambe che vanno svelte svelte,
in fretta ignobile, per téma d'arrivare in ritardo,
mi sento profondamente umiliato.

La loro fretta
è così
umiliante.



In barca

Vedi le stelle, amore,
Ancor più chiare nell'acqua e splendenti
Di quelle sopra a noi, e più bianche
Come ninfee!
Ombre lucenti di stelle, amore:
Quante stelle sono nella tua coppa?
Quante riflesse nella tua anima?
Solo le mie, amore, le mie soltanto?
Guarda, quando i remi muovo,
Come deformate s'agitano
Le stelle, e vengon disperse!
Perfino le tue, lo vedi?
Rovesciano le stelle le acque
Acque povere, inquiete, abbandonate!...
Dici, amore, che non viene scosso il cielo
E immobili son le sue stelle?
Là! hai visto
Quella scintilla volare su di noi? Le stelle
In cielo neanche son sicure.
E di me, che sarà, amore, di me?
Cosa sarà, amore, se presto
La tua stella fosse lanciata sopra un'onda?
Sembrerebbero le tenebre un sepolcro?
Svaniresti tu, amore, svaniresti?

 
Donne intelligenti

Chiudi gli occhi, amor mio, lascia che t'accechi!
Ti hanno insegnato a scorgere solo problemi
sulla faccia delle cose, e algebra
negli occhi degli uomini pieni di desiderio,
e Dio vedi come geometria
che imbroglia i suoi cerchi, te e me per confondere.

Baciarti vorrei sugli occhi sino a baciarti cieca;
se potessi... se potesse qualcuno!
Forse allora nel buio troveresti quel che vai cercando:
la soluzione che per la mente sempre è troppo lontana.
fusa nel sangue...
chè io sono il cervo, e tu la dolce cerva.

E ora ,basta farmi obiezioni! O vuoi che ti odi?
Un caleidoscopio son forse io,
che scùoti e riscuoti senza successo?
Sono condannato ad accoppiarmi con te in un lungo coito verbale?
Insoddisfatto, senza speranza
di farlo tra le tue cosce, lontano, via dal tuo sguardo inquirente?

 

giovedì 3 settembre 2015

VIII FESTIVAL DELLA LETTERATURA FEMMINILE ideato da Esther Basile

GIOVEDI’ 17 SETTEMBRE
  ore 17
Biblioteca Comunale di Terni
Introducono Esther Basile e Roberta Isidori
Silvana Rosita Leali  - Relazione “Le ragazze di Tunisi
dalla cura all’ascolto”
Sandra Burchi “Ripartire da casa” Ed. Angeli
Introduce Paola Maraldi
Irene Cusmano “ Enfida ” Ed. Vertigo
Memorie della Tunisia di un tempo
Videoriprese di Maria Rosaria Rubulotta

VENERDI’ 18 MUSEO EROLI- NARNI
Ore 10
Saluti del Sindaco Francesco De Rebotti
Intervento di Silvia Imperi “Piene di sole” Collana Le Goc
ce Ed. Umbria sociale  -  Introduce Esther Basile
Ore 10,30
Carla Arconte “Dal Fascismo all’affermazione dello stato
sociale” Introduce Paola Maraldi
Ore 11,00
Tavolo su Oriana Fallaci
Modera Tiziana Bartolini
Ne parlano -Esther Basile-Lucia Stefanelli-Elio Pecora
Ore 11,30
Maria Marmo “Canto di vento per strada” ed. Homo
Scrivens - Introducono L.Stefanelli e Adriana La Volpe
Ore 11,45
Giuseppina Dell’Aria “Vivo tra puntini sospensivi”
Ed. Homo Scrivens
Introducono Adriana La Volpe e Maria Marmo
Musiche M° Lino Blandizzi
Ore 12
Matilde Tortora “Berti Blandina Impiegata avventizia”
ed. La Mongolfiera - Video
Ne parlano con l’autrice Lucia Stefanelli e Rita Felerico
Ore 12,20
Adriana Assini “La riva verde” Ed. Scrittura e scritture
Introduce Rosy Rubulotta
Ore 12,40
Nicla Pandolfo “ La porta chiusa “ Ed. La Recherche
Introducono Ester .Basile  -Maria Marmo
Maria Stella Rossi conversa su “Mary Cassatt, ritratto di
una Impressionista” Video

 
 VENERDI’ 18 SANGEMINI
 Ore 16
Saluto del Sindaco Leonardo Grimani
LAURA EPHRYKIAN Intervista Carmela Maietta  -“ La vita non ha età ” - MGC Edizioni
Introduce E. Basile
Ore 16,30
Annunziata Berrino “Andare per Terme “
Ed. Il Mulino Intervista di Aldo Li Castri e
Rosy Rubulotta
Ore 16,45
Lucia Stefanelli “ L’Occhio fisso “ Ed. Homo
Scrivens - Introducono R.Felerico-E.Basile
Ore 17,00
Gioconda Marinelli “Quale amore” Ed. Giovane Holden con Ester Basile e M. Stella Rossi
Ore 17,15
Elena Galli-“ Mostri e Maestri” Ed. Giovane
Holden Ne parlano G.Marinelli - L. Stefanelli
Ore 17,30
Maria Rizzi “Anime graffiate” Ed.Fadia
Introduce Clara Schiavoni
Ore 17.45
TAVOLO GRUPPO LILHIT da LATINA sulle
Scritture femminili-presiede Lilliana Ferro
Ore 18,00
Maria Gaita e Gruppo Febe – Libro di Elena
Ferrante “Storia della bambina perduta”
“Anime bianche” Condizione carceraria femminile - Musiche del M°LINO BLANDIZZI
Ore 18,20
Vincenza Cinzia Capristo - La Cina nella testimonianza di Antonio Cipparone
Introduce Rita Felerico
Ore 18,40
Monica Bocci “Paesaggi creativi” Ed. Italic
Intervistano Carmela Maietta - E.Basile
Ore 19,00
Rossella Strani “Alle radici di sé”Ed. Iacobelli
Introduce Brigidina Gentile
Ore 20,30
Performance dell’attore ARNOLFO PETRI
“ Rapsodia in noir “
Al Sax M°NICOLA RANDO

SABATO 19 MUSEO EROLI NARNI
 Ore 10
ELIO PECORA conversa su Amelia Rosselli
Roberto Deidier “Solstizio”Ed. Mondadori
Introduce Esther Basile-Commento di E. Pecora
Ore 11
Maria Ester Mastrogiovanni- Laboratorio di Scrittura
Sinalunga
Graziella Faralli “ In Viaggio”
Presidente Associazione Astrolabio
Ore 11,15
Titti Follieri- Silloge poetica- “Tessiture Spaziali ”
Letture -Introduce Maria Ester Mastrogiovanni
Ore 11,30
Margherita Pieracci Harwell
Uno sguardo su Anna Maria Ortese e Cristina Campo
Giovanna Fozzer “Del gabbiano” Ed.Petite Plaisance
Introduce Esther Basile
Ore 12
OMAGGIO A PIER PAOLO PASOLINI
Introduce Esther Basile
Elio Pecora , Bruno Galluccio, Walter Santoro
Video su Pasolini di Grazia Morace
Ore 12,45
Annunziata Scarponi “L’eco del passato”
Ed. GDS Introduce Maria Marmo - E. Basile Ore
13,00
Alessandra Di Tommaso e Carlo Zucchetti- Guida ai
Vini della Tuscia
Ore 16,00
Wanda Marasco “ Il genio dell’abbandono “.
Ed. Neri Pozza -Introduce Lucia Stefanelli
Ore 16,20
Michela Monferrini “Grazia Cherchi” Ed.Ali&no
intervista Francesca Silvestri
Ore 16,35
Clara Sereni “Via Ripetta 155 “ Ed. Giunti
Introducono E. Basile e F.Silvestri
Ore 17,00 TAVOLO POLITICO
Dalla Storia della Costituente alla Memoria delle
Donne Ricordando la Sen. Giglia Tedesco Tatò e i suoi
DISCORSI PARLAMENTARI e la Sen.Teresa Mattei

Ore 17,30
Sen. Vittoria Franco- “Responsabilità”
Figure e metamorfosi di un concetto -Ed. Donzelli
Introducono E. Basile, A. Buffardi ,R. Isidori
Ore 17,45
Fania Cavaliere- “Fanny Kaufmann”- Ed. Passigli
Introduce Esther Basile
Ore 18,00
BIBLIOTECA DI CORCIANO “Gianni Rodari ”
Gruppo di lettura con L.Simoneschi, M. Biagioli
Ore 18.20
Beatrice Tassara ”Donna di fortunale” Ed. Albatros
Introduce Esther Basile
Ore 18,40  
Simona Bertocchi “Nel nome del figlio” Ed.Giovane
Holden introducono E.Basile G.Marinelli
Ore 19,00
Maria Rosaria Selo “ La logica del gambero”
Ed. Centoautori Ne parlano Maria Gaita  E.Basile
Ore 19,15
Mariella Grande - Introduzione alla Casa Editrice
Vita Activa –Trieste
Ore 19,30
Adriana La Volpe “ Boa sottovento “ Ed. Homo
Scrivens Introduce E. Basile
Ore 19,45
Anna Forgione Uno sguardo su Maria Zambrano
Video di Carlo Damasco
ORE 21,30 CHIESA DI SAN DOMENICO
NARNI
Introduce Roberto Nini
Chitarre M° Lino Blandizzi  - Anna
Grazia Nicolai - Marcello Appignani
Canto Giulia Capolino
DUETS Susanna Canessa e Monica
Doglione
Sax M° Nicola Rando
Letture a cura delle Attrici:
Anna Maria Ackermann ( Cristina Campo )
Lucia Stefanelli - ( Oriana Fallaci )
ALCHIMIE
E
LINGUAGGI DI DONNE
Saperi,dialoghi e pratiche

DOMENICA 20 Settembre MUSEO EROLI
Ore 10,00
Patrizia Caporossi “Teti in mare” Ed. Robbin
Intervista E. Basile
Roberto Nini “Il Sant’Uffizio di Spoleto “
Introduce Esther Basile
Lucia Daga e Vittorio Scuncio “Storie alchemiche“
Castello di Prata Sannita
Natalia Correia “Comunicasao “ Ed. Carrocci
Introduce Rita Felerico
Ore 10,45
Carmen Di Nota Conversazione su “Zhang Jie”
Anna Maria Volo “Questioni di sangue” Ed.
R. Felerico e Stefanelli
Gioia Gentile “ Mastrantonio” Ed. Agapantos
Introduce B.Gentile
Ore 11,10
Loredana De Vita “Alla scoperta dell’invisibile”
Ed. Nullo Die con Maria Marmo-Esther Basile
Nunzia Fasano Silloge poetica-  Ed.Pagine
Ne parlano Teresa Mangiacapra-Rita Felerico
Ore 11,30
Brigidina Gentile “ Cucinati un uomo” e “L’altra
Penelope “con letture Introduce A.La Volpe
Ore 12
Angela Caruso- Pasolini geografo –L’odore dell’India
Sor. Angela Monachese Dialogo interculturale
Performance delle POETE della Tenda Berbera :
Maria Marmo,Lucia Stefanelli,Adriana La Volpe,
Giuseppina Dell’Aria, Elena Galli,Gioconda Marinelli
Ciric Slobodanka,Lilliana Ferro,Cinzia Dolci,Mariella
Grande,Michela Felici,Nunzia Fasano,Barbara Capasso,Maria Ausilia De Falco,Brigidina Gentile, Pina
Russoniello,Beatrice Tassara,Rita Felerico,Raffaelina
Di Palma
Musiche del Cantautore Lino Blandizzi
Mostra Fotografica di Maria Rosaria Rubulotta
Pittrici presenti Maria Giovanna Piromallo-Anna
Paola Catalani- Silia Pellegrino e Ospiti Straniere
Artista Simone Zaccarella
Foto di “ Espansioni “ di Trieste Ester Pacor
Opera di Teresa Mangiacapra - Istallazione Le Ali
Staff ai libri Martina Tarallo




sabato 22 agosto 2015

L' occhio del secolo: Henri Cartier-Bresson



 


Cartier-Bresson è stato uno dei più grandi fotografi del Ventesimo secolo. (Chanteloup, Seine-et-Marne, 1908 - Montjustin, Provenza, 2004); fu anche pittore e assistente di J. Renoir.
Fu, con R. Capa e D. Seymour, fra i fondatori, nel 1947, del gruppo Magnum-Photo ,
è stato autore di servizî di fotogiornalismo documentaristico da tutto il mondo (si ricordano i reportage dall'Africa, dal Messico, dagli Stati Uniti e dalla Spagna).
Nelle sue istantanee, realizzate "nel momento decisivo", la scelta sapiente del punto di ripresa concorre a creare immagini spontanee con una combinazione ottimale degli elementi compositivi, in cui non si avverte la presenza del fotografo.
Tra i suoi libri, spicca Images à la sauvette (1952), nel quale racconta il suo modo di fare fotografia. Nel 1988 il Centre National de la Photographie di Parigi gli ha intitolato il Gran Premio Internazionale di Fotografia. Nel 2003 è stata inaugurata la Fondation Henri Cartier-Bresson a Parigi.


venerdì 14 agosto 2015

"IL CECCHINO" di Ermanno Crescenzi


Il cecchino

Racconto breve, II classificato  nella sezione letteraria del concorso Campionato italiano della Bugia 2015.


Da sei giorni eravamo bloccati in una trincea per una frana. Anche volendo non potevamo muoverci perché c’era sempre Hans a ricordarci di non farlo altrimenti avrebbe dovuto spararci e lui non voleva uccidere nessuno;ma non poteva certo lasciarci andare via. Ci teneva semplicemente sotto tiro. Hans era un cecchino infallibile; gli piaceva sparare non per uccidere ma per dimostrare la sua abilità nel colpire gli oggetti a distanza. Era sempre di buon umore e parlava italiano. In quei 6 giorni avevamo avuto modo di conoscerci e ora ci chiamavamo per nome. Dalla sua postazione ci vedeva e ogni tanto lo sentivamo gridare - Gioachin! Non ti muovere e rimani con la gamella in mano. – Seguiva un breve silenzio e, dopo lo sparo, il sinistro sibilo della pallottola attraversava l’immobilità dell’aria per andare a colpire con suono metallico e millimetrica precisione il centro della gamella. Era il momento del suo trionfo che festeggiava facendo risuonare la sua grassa risata. Non avevamo paura .Ci fidavamo di lui:era un amico con un’altra divisa. Solo un po' di filo spinato arrugginito divideva le nostre postazioni. Ci parlavamo. Raccontavamo delle nostre famiglie e dei progetti futuri. Lui concludeva sempre che, finita la guerra, dovevamo incontrarci per fare una bella mangiata. A queste sue parole facevamo fatica a reprimere il desiderio che era anche il suo: uscire dalla trincea gettare i fucili e abbracciarci. Due giorni dopo un aereo ci sorvolò e lasciò cadere volantini che annunciavano la fine della guerra. Uscimmo dalla trincea chiamando Hans a gran voce;ci corremmo incontro, ci abbracciammo e facemmo festa danzando felici come bambini. Poi Hans propose una gara di tiro al bersaglio. L’ultimo avrebbe pagato una cena a tutti. Ultimo fu Hans. Nessuno ci credette. Ma il più felice era lui.

             


giovedì 9 luglio 2015

Wislawa Szymborska




Dunque ci sei? 
Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, 
e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, 
al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

*
                                                                               
                                                                             
                                                                               *
Il Tempo
ha il diritto di intromettersi
in tutto, bene o male che sia.
Tuttavia
lui che sgretola montagne,
sposta oceani
ed è presente al moto delle stelle,
non avrà il minimo potere
sugli amanti,
perché troppo nudi,
troppo avvinti,
col cuore in gola
arruffato come un passero.

*



*
Il tavolo è tavolo, il vino è vino
nel bicchiere che è un bicchiere
e sta lì dritto sul tavolo.
Io invece sono immaginaria,
incredibilmente immaginaria,
immaginaria fino al midollo.

sabato 4 luglio 2015

JEAN COCTEAU

Begli amanti

Begli amanti intrecciate i vostri nomi sulla sabbia
Incideteli nella corteccia o sul gesso dei muri
Testimoniate begli amanti l’inesauribile
Fonte calda che corre verso coppie future.
Fate come i re che per rendersi eterni
Scelgono l’orgoglio del marmo
Se l’inchiostro e i marmi si spezzano
Ci resterà la traccia di un bacio.
Intrecciate i vostri nomi come le vostre membra
Scrivete non importa dove la gloria del momento
E il solitario sulla carta da parato nelle camere
Decifri il furore dei vostri accoppiamenti.



Scrivete il vostro nome sopra un albero
che presto arriverà fino al nadir
Un albero è migliore d’ogni marmo
dato che ci si vede i nomi crescere.



martedì 30 giugno 2015

Alexandros Panagulis






IL PERCORSO

Tre passi in avanti
e tre indietro di nuovo
mille volte lo stesso percorso 
Seimila passi 
La passeggiata di oggi 
mi ha stancato 
Forse perché 
misuravo i passi 
Ora sto fermo 
ma domani 
comincerò a camminare all'inverso 
(La varietà abbellisce la vita!) 
E un'altra cosa penso: 
se faccio i passi più corti
quattro a quattro potrò misurarli 
Sì l'ho pensata bene 
Il percorso diventerà più bello...


GLI SPETTATORI

Sacrifici vestiti
con begli inni
ignoranza nascosta
in tante conoscenze
bugie che amarono tutti gli uomini

Opera che fu recitata
da secoli e ora
le stesse parole


le stesse figure
e sono comparse 
gli spettatori
Grano e olio e vino
luce e incensi
vesti d'oro e preghiere
Chiese e altari e simboli
e come comparse sempre
gli spettatori
Natale 1971


IL PROGRESSO

C'erano schiavi un tempo
Oggetti di carne
Animali con due piedi
che nascevano e morivano
servendo bestie con due piedi

Sì 
c'erano schiavi un tempo
che in vita
li teneva la speranza
della Libertà

Anni e anni sono passati
e adesso
quegli schiavi non esistono più

Ma è nato
un nuovo genere di schiavi
Schiavi pagati
Schiavi saziati
Schiavi che ridono
Schiavi che vogliono
Rimanere schiavi

Questo è il Progresso!
1972


PROMESSA

Le lacrime che dai nostri occhi
vedrete sgorgare
non crediatele mai
segni di disperazione
Promessa sono solamente
Promessa di lotta
Febbraio 1972


COME ANDAVANO I POETI

Come andavano girando nel passato
i poeti
e come declamavano le loro verità
verità vestite di belle parole
dai racconti battezzate
così andavo girando anch'io
in luoghi sconosciuti
ma belli al pari dei nostri
e volevo credere che
non voltavo le spalle al mondo

Non viaggio io
parlo a me stesso
pei boschi i monti le valli
non viaggio io
sono le campagne che corrono
e il mio ricordo legato agli amici
che in qualche posto
stavano aspettando
di vedermi sbucare all'improvviso
ai giorni lontani in cui
con la sola forza dei sogni
costruivamo speranze
e il dolore
ci accompagnava ovunque sempre

Alberi montagne vallate viaggiano
ed io
legato a loro che soffrivano perchè soffrivo
che piangevano perchè piangevo
che invocavan sbarre perchè ero dietro le sbarre
Solo

Sono trascorsi anni e io
senza dimenticare il dolore
ma senza diventare
ingiusto a rievocarlo
per le stesse strade vo camminando
strade che soltanto
chi ha sofferto conosce
e la mia cella anelo con nostalgia
se penso che in quei giorni davo qualcosa
che tutti capivano

E quando penso a quello che so
che accade ora
ora più di allora
senza che gli altri riescano a capirlo
neanche a intuirlo
dico:
la mia fine verrà nel modo in cui vogliono coloro che hanno il 
potere.
28 Aprile 1976

lunedì 8 giugno 2015

JULIO CORTAZAR

 TOCCO LA TUA BOCCA 

Tocco la tua bocca, con un dito tocco tutto l’orlo della tua bocca, la sto disegnando come se uscisse dalle mie mani, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, ogni volta faccio nascere la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna in volto, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo volto, e che per un caso che non cerco di capire coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna.

Mi guardi, mi guardi da vicino, ogni volta più da vicino e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi ingrandiscono, si avvicinano fra loro, si sovrappongono e i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano tiepidamente, mordendosi con le labbra, appoggiando appena la lingua sui denti, giocando nei loro recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli, carezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore è dolce, se soffochiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo del respiro, questa istantanea morte è bella. E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua.



martedì 2 giugno 2015

GIUGNO CESANO

In collaborazione con la Pro loco di Cesi,
 il 5 giugno replicheremo la commedia di Giulio Biancifiori
 Lu Posticinu,  
 il 13 porteremo in scena uno spettacolo su Libero Liberati. 


VI ASPETTIAMO






venerdì 29 maggio 2015

Dedicato alla nonna



                                                                 

Ognuno ha il proprio passato chiuso dentro di sé come le pagine di un libro imparato a memoria e di cui gli amici possono solo leggere il titolo.
(Virginia Woolf)





DEDICATO ALLA NONNA

Esile, curva dietro una finestra, 
lavori ancora i merletti dei ricordi
a volte ti fermi e assente,
guardi nel vuoto degli anni.
Piccole mani segnate dal tempo
Tenendo il rosario per una infantile preghiera
La litania dei pensieri avuti
Non lascian spazio agli anni che porti
Ti assopisce una malinconia senza domani.
Un grembiule di ricordi
Porti trepidante,ti appoggi senza difesa
Trema la tua voce ,sotto il vagante passo
Ancora ancorato alle sorti della famiglia.
Nel quadro dei tuoi anni 
Anche io mi riconosco
Esile come TE!

Rosa De Petris

mercoledì 27 maggio 2015

Annie Vivanti



Aut aut
Io voglio il sole, io voglio il sole ardente 
 Che l’ebbrezza mi dia del suo splendore, 
 O pur la buia notte ed il fragore 
 Forte de la tempesta alta e furente. 
 La grigia nebbia il core la detesta: 
 Datemi il cielo azzurro o la tempesta. 
 Voglio la libertà! la sconfinata 
 Intera libertà la voglio mia! 
 O pur la tetra e stretta prigionia 
 Di quattro travi e la cassa inchiodata. 
 Oh, se non m’è concesso l’infinito, 
 Ch’io, l’ali infrante, giaccia seppellito 
 E voglio l’amor tuo; l’intero ardente, 
 Illimitato amore, o l’odio intenso. 
 Ma sia l’odio o l’amor, lo voglio immenso! 
 Io non sopporto un guardo indifferente. 
 L’amor che tutto soffre e tutto dona 
 O l’odio che non piega e non perdona. 
 O tutto o nulla io voglio: il riso o il pianto, 
 Il sole d’oro o l’uragano nero, 
 la stretta bara o l’universo intero, 
 E dallo sguardo tuo martirio o incanto! 
 Tutti i tuoi baci dammi e tutto il core, 
 O la croce sublime del dolore!



Annie Vivanti (Norwood, 7 aprile 1866 – Torino, 20 febbraio 1942) è una scrittrice dimenticata che nel primo ventennio del ‘900 fu autrice di best seller come Divoratori (1911), Circe (1912), Vae victis (1917), Naja tri pudians (1920), Mea culpa!(1927). Rappresentò un vero fenomeno letterario,  e fu una delle narratrici più note e capaci di conquistarsi un ampio seguito.
Suo padre era seguace degli ideali politici di Mazzini, per questo trovò rifugio politico in Italia. Ha esordito nel mondo letterario con la raccolta poetica Lirica pubblicata in Italia con la prefazione di Giosuè Carducci.
Le sue opere furono  tradotte in tutte le lingue europee e recensite da grandi nomi della cultura quali Benedetto Croce e Giuseppe Antonio Borgese.
 È sepolta al Cimitero monumentale di Torino e sulla sua semplice tomba sono scritti i primi versi della più celebre fra le poesie che Carducci le aveva dedicato: “Batto alla chiusa imposta con un ramicello di fiori. Glauchi ed azzurri come i tuoi occhi, o Annie”.