mercoledì 5 giugno 2013

Apollon Nikolayevich Maykov



Poeta (Mosca 1821 - Pietroburgo 1897). Visitò ripetutamente l'Italia, e riflessi classici, intrecciati a impressioni personali, formano il contenuto degli Očerki Rima ("Schizzi di Roma", 1847) e del Neapolitanskij al´bom ("Album napoletano", 1858). Di soggetto romano sono anche i drammi lirici Tri smerti ("Tre morti", 1851, pubbl. 1857), Dva mira ("Due mondi", 1872, 1881). Nella sua opera, che si distingue per un culto classico della forma e ove predomina l'interpretazione poetica di avvenimenti storici, non mancano anche accenti patriottici di contenuto slavo-bizantino.
                                                                                                    liberamente tratto da Treccani.it
   

 

 
Voci della notte
 
O notte senza luna!... Come un innamorato
ti ascolto e ti contemplo, immoto, estasiato...
Qual musica s'effonde sotto l'argenteo manto!
Intorno, delle fonti gorgoglia il terso canto
qui trema un'adamantina perluccia sopra un ramo,
là trilla un augellino l'uguale suo richiamo;
e come un orologio, tra l'erbe, l'indiscreto
grillo ripete l'aspro stridio; dal giuncheto
del fiume s'ode il coro dei rospi, come sordi
d'un organo lontano evanescenti accordi;
e regna sopra tutta la placida armonia,
ora mugghiante, ed ora molto sommesso e lento,
lo strepito d'un nero lontan mulino a vento...
E gli astri!... Oh, quale incanto!... Qual pura melodia!...
Nel coruscar metallico, nel vivo palpitare,
sembrami udire il rombo del loro eterno andare...
 
Sotto la pioggia
 
Ricordi ancor? La pioggia non minacciava affatto;
a un acquazzon ci colse, lungi da casa, a un tratto…
Fuggimmo d’un abete sotto le fronde nere,
gridando di spavento, tremando di piacere!…
Il sole dei suoi raggi versava giù il tesoro,
stringendo a noi d’intorno come una gabbia d’oro;
le gocce saltellavano sul suolo, ed a vederle
scorrere giù dagli aghi parevan chiare perle;
cadevano splendendo sul capo tuo diletto,
o svelte rotolavano giù dalle spalle al petto…
Ricordi come calmo divenne il nostro riso?
Ma il tuono rimbombò nel cielo all’improvviso…
Tu mi stringesti, gli occhi chiudendo pel terrore…
O pioggia benedetta! O rombo dolce al cuore!
 
                                                                                                      ( trad. di G. Gandolfi)
 
 
 

 

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